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Vuoi lavorare? Un diploma e una laurea possono cambiarti la vita

Il mondo viaggia veloce e anche il mercato del lavoro è sempre più dinamico. Il titolo di studio (diploma o laurea che sia) mai come in questo momento, può aprire orizzonti professionali che, altrimenti, resterebbero chiusi. Sfatiamo subito un luogo comune: il lavoro c’è e ci sarà anche in futuro, nonostante le crisi, basta saperlo intercettare grazie al giusto profilo e alle nuove competenze che i mercati richiedono. Ma il punto di partenza, ovviamente, è possedere un buon titolo di studio. Ma veniamo ai dati:
nei prossimi 3 anni, a livello globale, nasceranno 133 milioni di nuovi posti di lavoro, grazie alla tecnologia, al digitale e all’automazione. Mentre ne scompariranno 75 milioni, con un saldo tra lavori persi e creati assolutamente positivo. E così sfatiamo un secondo luogo comune: la tecnologia e le innovazioni incideranno negativamente sul mercato del lavoro. Come abbiamo visto dai dati, invece, è assolutamente il contrario. La fonte, tra l’altro, è assolutamente accreditata. A dirlo, infatti, è il World Economic Forum. Ma vediamo alla situazione italiana. Unioncamere traccia una stima di circa 2 milioni e mezzo di occupati in più solo in Italia. La formazione giocherà un ruolo fondamentale in questo processo. Sempre secondo un rapporto di Unioncamere, infatti, il 75% delle aziende italiane ha manifestato la necessità che il personale in ingresso e quello già al lavoro acquisisca nuove conoscenze e nuove competenze. Un concetto che vale sia per gli studenti che per i professionisti. Le soft skills, nello specifico, avranno un impatto fondamentale sulle retribuzioni, con incrementi fino al 40 per cento per i lavoratori maggiormente preparati.
Ed ecco un dato che andrebbe memorizzato come un mantra: Il 65% di chi troverà un’occupazione entro il 2025, svolgerà un lavoro che ancora non esiste. Il lavoratore dovrà avere competenze trasversali, così da potersi adattare, ed una solida preparazione di base rilasciata dai percorsi di studio e di aggiornamento.
Le figure più ricercate riguardano i settori dell’information technologies (informatica, big data, software, digitale), professionisti per l’industria nella robotica, stampa 3D, logistica e trasporti. Ma c’è anche spazio per i professionisti della cura, del sociale e della salute. Non mancheranno, inoltre, green jobs, economia circolare e lavori ecosostenibili, oltre a diverse opportunità nei settori delle telecomunicazioni, della finanza, dei media, dell’educazione e del mondo dell’istruzione. Allora, quando ci pare di vedere un “futuro nero” dal punto di vista lavorativo ricordiamo queste cifre: 133 milioni di nuovi posti di lavoro entro i prossimi 3 anni nel mondo. Non resta che continuare a formarsi e a studiare.

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