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Anno scolastico a rischio: ecco come evitare la bocciatura

Quando si parla di rischio bocciatura per uno studente, bisogna subito smentire una fake news. Quella che a questo punto dell’anno non sia più possibile recuperare un percorso scolastico ritenuto ormai compromesso. Niente di più falso. Segnate sul diario questa data: 15 marzo. Si tratta, infatti, del limite entro il quale l’alunno regolarmente iscritto in una scuola statale o in un istituto paritario (in caso sia a rischio bocciatura) può ritirarsi o trasferirsi dalla scuola che frequenta per continuare gli studi presso un istituto per recupero anni scolastici.

Il ritiro è previsto dalla legge per gli iscritti dal primo al quarto anno, mentre gli iscritti alla quinta classe possono optare per il trasferimento. Queste due possibilità garantiscono agli studenti che scelgono di lasciare il loro istituto di presentarsi, comunque, regolarmente agli esami (di idoneità o di maturità).

Anche se parliamo di scuola pubblica, le possibilità di non essere ammessi all’esame o di dover ripetere l’anno non sono poi così rare. Secondo gli ultimi dati del Miur sul tema, infatti, la percentuale dei non ammessi all’Esame di Stato sfiora in media il 6% degli studenti e sono quasi 400mila quelli respinti nelle classi dalla prima alla quarta superiore. Per quanto riguarda la prima e la seconda classe della secondaria di primo grado, inoltre, si parla di circa 70 mila adolescenti bocciati.

Sull’impatto educativo o meno della bocciatura si è occupato anche l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico non ha dubbi sul fatto che “la bocciatura a scuola non è mai utile”. Perché l’andamento dell’alunno può dipendere da una marea di fattori e non soltanto dalla sua preparazione. In molti casi, infatti, a giocare un ruolo è anche il contesto sociale ed economico da cui proviene lo studente. Per questo l’Ocse suggerisce un metodo alternativo alla bocciatura: dedicare, cioè, maggiore attenzione agli studenti con particolari problematiche. Per l’Ocse, in pratica, la bocciatura non fa altro che aumentare le disuguaglianze.

Ma esistono molti altri pareri autorevoli contrari al presunto valore educativo e pedagogico della bocciatura. E’ raro che quest’ultima spinga uno studente a migliorarsi E poi c’è l’alto rischio di dispersione e sappiamo come l’Italia sia ai primi posti in Europa in quanto ad abbandono scolastico.
Quindi, ora che abbiamo appreso della possibilità di un possibile “piano B”, ricordiamoci della data del 15 marzo e, prima di gettare la spugna e rassegnarsi al destino di “ripetenti”, consultiamo degli esperti che possano consigliare come evitare di perdere un anno e restare indietro. La possibilità di recuperare e superare l’ostacolo è quanto mai concreta.

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